martedì 7 aprile 2015

Grande... in qualcosa.




Eh, no, Alessandro, non si fa così.
Prima mi hai fatto intendere che sarei stato protagonista della mia storia, mi hai blandito dicendo che senza di me i fatti non si sarebbero potuti svolgere come poi è avvenuto. Mi hai indotto a  pensare di avere potere di vita e di morte su coloro che mi circondavano,  che il loro destino dipendesse dalla mia volontà. Invece eri tu a decidere.
Intorno a me hai posto soldati pronti a tutto, che avrebbero dovuto difendermi dai molti nemici che attentavano alla mia vita, e che hanno saputo soltanto rimanere fedeli all'unico vero padrone di questo mondo:il denaro.Bravi!
Mi hai dato una donna da volere ad ogni costo, non perchè fosse la più bella, o la più desiderabile tra le tante che avrei potuto avere,  ma solo perchè sapevo che non era destinata a me.
E cosa è successo? Lei, l'oggetto del mio amore egocentrico, si é rivelata una gran donna, altro che la contadinella sprovveduta che mi era sembrata. Non ci ho fatto una bella figura, ne converrai. Perfino quella testa calda del suo fidanzato, Lorenzo mi par che si chiamasse, ha avuto un gran coraggio e una determinazione fuori dal comune nel volermela strappare dalle mani.
Hai costellato la tua storia di personaggi indimenticabili, grandi, ciascuno, in qualcosa.
Come quel frate dagli occhi che sfolgoravano come due cavalli bizzarri, che ha osato, in casa mia!, alzare il dito contro di me. Avrei potuto schiacciarlo come una mosca, se solo tu avessi voluto; o come quel patetico prete di campagna,  un vero gigante nella mediocrità, immenso, nella sua pusillanimità.
E colui che non dev'essere nominato? No, Voldemort  non c'entra, è arrivato molto più tardi,  parlavo di lui, il cattivo per eccellenza: l'Innominato.
Ma dimmi:che bisogno avevi di inventare un altro personaggio malvagio...Io non ti bastavo?
Non potevi fare me, e me solo “grande nel male”? Invece no, mi hai relegato a un eterno secondo posto, a un limbo fatto di se e di ma, di occasioni mancate e di decisioni mai prese. E poi, come se non bastasse, hai trasformato quel sordido assassino nell'esempio più alto di come anche il più grande peccatore possa diventare un uomo capace di trasformare il male in bene. Ma solo chi è grande, ma veramente grande  lo può fare.
Io, invece,  non sono grande in nulla, se non forse nella frustrazione di sapere che rimarrò  per sempre, perchè tu hai deciso così, tra le pagine di un capolavoro che resterà nella storia della letteratura, poco più di una comparsa in quella che sarebbe dovuta essere la mia storia.


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