Ho deciso di raccontare la storia del mio occhio sinistro
perchè sento terribilmente la sua mancanza, ma non è facile, credetemi.
Il fatto è che quando ce li hai, gli occhi, non pensi mai che
potresti perderli per sempre. A me è successo in una mattina incredibilmente
azzurra, proprio come il mio occhio sinistro, dopo una notte passata a bere
vino davanti al fuoco con degli uomini che avevo conosciuto qualche giorno
prima.
Non che cercassi compagnia, a me piaceva star solo, di
solito, sulla mia isola in mezzo al mare.
Un tempo era diverso: quando ero bambino parlavo in
continuazione, e quell'erinni della maestra mi aveva soprannominato
“chiacchierone”...
Forse per questo sono diventato sempre più taciturno e
solitario, ma non quella sera.
Quegli uomini, che erano entrati nella mia caverna mentre ero
fuori a pascolare le mie pecore, mi
avevano offerto doni, come per scusarsi
di quell'intrusione.
Dapprincipio la rabbia
per averli trovati in casa mia mi aveva reso pazzo, e per questo alcuni di loro
pagarono con la vita, ma poi cominciai ad abituarmi alla loro presenza.
Quella sera, quello che sembrava il loro capo mi aveva
versato del vino, e avevamo cominciato a bere, scaldandoci al fuoco. Mi aveva
raccontato dei suoi viaggi, di una guerra sanguinosa combattuta per una donna,
della sua sposa rimasta sola a crescere il lorobambino, e della sua isola
petrosa.
Poi, verso l'alba, il
vino aveva avuto la meglio sulla mia voglia di ascoltare ancora, e mi ero
assopito, abbandonandomi alle dolci lusinghe di Morfeo.
Quello che avvenne dopo è difficile da raccontare. Ancora
oggi, il solo ricordo mi acceca di rabbia.
Ma non è solo la rabbia, a rendermi cieco. Quando quel dolore
bruciante mi strappò dal sonno sentivo il calore del sole sulla pelle, ma
intorno a me c'era solo buio.
Le mie urla disumane avevano allarmato i miei fratelli, che
vivevano nelle isole vicine. Mi chiesero
cosa fosse successo, chi mi avesse fatto del male. “Nessuno!” urlai, con quanto
fiato avevo in corpo. Lui, il capo, quello che aveva affondato il palo
infuocato nel mio occhio sinistro, il mio unico occhio, in realtà, aveva detto di chiamarsi così.
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