martedì 7 aprile 2015

Melampo



Sfido chiunque a dire chi sono. Su, non fate finta di saperlo. Non lo sa mai nessuno.
Tutti si ricordano del grillo, del gatto, della volpe, dei ciuchi e perfino del pesce-cane, ma di me, un cane, appunto, e dunque, almeno in teoria, il migliore amico dell'uomo, non si rammenta nessuno.
Ammetto di non essere mai stato un eroe, uno che si fa notare per forza, e di aver sempre amato il quieto vivere. Quando ho scoperto che le faine rubavano dal pollaio del padrone, avrei voluto denunziarle, abbaiando furiosamente. Il padrone sarebbe uscito, in camicia com'era, e “pum, pum!” con quattro schioppettate le avrebbe fatte fuori in un lampo. Io, ad andar bene, avrei avuto una pacca sulla testa e un tozzo di pan secco in più nella ciotola.
Le faine, invece, mi hanno dato una pollastra intera, in cambio del mio silenzio, e così ogni settimana, per anni. Era il nostro piccolo segreto.
Se quel burattino non avesse preso il mio posto, dopo che ero morto, nessuno lo avrebbe mai saputo, e io avrei ancora la mia reputazione intatta.
Via, il gatto e la volpe non eran forse peggiori di me? Truffatori di professione, ecco cos'erano! E tutti quei perdigiorno trasformati in ciuchi, che hanno causato tanto dolore ai loro babbi e alle loro mamme?
Io sono solo stato zitto. Dormivo. Avevo anche una certa età, dopo tutto.
Ma la colpa di questo oblio,  di questa sorta di damnatio memoriae, non è del burattino, lui ha tenuto la bocca chiusa, perchè non si parla male dei morti, ha detto.

La colpa è di Walt Disney, che non mi ha disegnato nel suo film e di tutti quelli che sono convinti che Pinocchio l'abbia inventato lui.

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