Sfido chiunque a dire chi sono. Su, non fate finta di
saperlo. Non lo sa mai nessuno.
Tutti si ricordano del grillo, del gatto, della volpe, dei
ciuchi e perfino del pesce-cane, ma di me, un cane, appunto, e dunque, almeno
in teoria, il migliore amico dell'uomo, non si rammenta nessuno.
Ammetto di non essere mai stato un eroe, uno che si fa notare
per forza, e di aver sempre amato il quieto vivere. Quando ho scoperto che le
faine rubavano dal pollaio del padrone, avrei voluto denunziarle, abbaiando
furiosamente. Il padrone sarebbe uscito, in camicia com'era, e “pum, pum!” con
quattro schioppettate le avrebbe fatte fuori in un lampo. Io, ad andar bene,
avrei avuto una pacca sulla testa e un tozzo di pan secco in più nella ciotola.
Le faine, invece, mi hanno dato una pollastra intera, in
cambio del mio silenzio, e così ogni settimana, per anni. Era il nostro piccolo
segreto.
Se quel burattino non avesse preso il mio posto, dopo che ero
morto, nessuno lo avrebbe mai saputo, e io avrei ancora la mia reputazione
intatta.
Via, il gatto e la volpe non eran forse peggiori di me?
Truffatori di professione, ecco cos'erano! E tutti quei perdigiorno trasformati
in ciuchi, che hanno causato tanto dolore ai loro babbi e alle loro mamme?
Io sono solo stato zitto. Dormivo. Avevo anche una certa età,
dopo tutto.
Ma la colpa di questo oblio,
di questa sorta di damnatio memoriae, non è del burattino, lui ha tenuto
la bocca chiusa, perchè non si parla male dei morti, ha detto.
La colpa è di Walt Disney, che non mi ha disegnato nel suo
film e di tutti quelli che sono convinti che Pinocchio l'abbia inventato lui.
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